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Gen Alpha e telefono fisso: perché i ragazzi lo usano per sentirsi più indipendenti

Pubblicato Ottobre 20, 2026Aggiornato Ottobre 20, 2026Di Trendiol
Gen Alpha e telefono fisso: perché i ragazzi lo usano per sentirsi più indipendenti

Per organizzare un pomeriggio con un amico, alcuni bambini della Gen Alpha non chiedono più ai genitori di prestare lo smartphone. Alzano la cornetta, compongono un numero e si mettono d’accordo da soli. Il telefono di casa, che molte famiglie avevano abbandonato, sta trovando un nuovo posto nelle loro giornate.

Non si tratta necessariamente del vecchio apparecchio collegato alla linea telefonica. Modelli come Tin Can funzionano tramite Wi-Fi, ma riprendono l’idea di una chiamata senza schermo: niente video, chat o contenuti da scorrere. Per i genitori sono un modo per permettere ai figli di parlare con amici e parenti senza consegnare loro uno smartphone. Per i bambini, sono un piccolo spazio di autonomia.

Chiamare senza passare da mamma e papà

Il cambiamento si vede soprattutto nei rapporti quotidiani. Con un telefono a disposizione, i ragazzi possono chiamare un compagno per fare programmi o raccontare la giornata a un cugino, senza chiedere ogni volta a un adulto di fare da tramite.

Una madre racconta a Yahoo che la figlia undicenne, Gigi, usa regolarmente il suo Tin Can per parlare con una cugina di sette anni. Quando dall’altra parte arriva un momento di silenzio, ora è lei a trovare una nuova domanda. Non era così alla prima chiamata: abituata alle videochiamate, teneva la cornetta davanti al viso e parlava senza accostarla all’orecchio.

Da allora ha imparato anche altre regole che, per chi è cresciuto con il telefono di casa, potevano sembrare scontate: salutare all’inizio e alla fine, riagganciare per poter ricevere altre chiamate e farsi sentire dagli altri se si desidera che gli altri chiamino. Sono gesti semplici, ma fanno parte dell’esperienza di gestire una conversazione in prima persona.

Che cosa si impara senza uno schermo

Una telefonata solo audio richiede di spiegarsi senza poter contare su sguardi, espressioni o gesti. Secondo Koeun Choi, docente di sviluppo umano e scienze della famiglia alla Virginia Tech, la ricerca suggerisce che, quando mancano i segnali visivi, i bambini tendono a comunicare in modo più esplicito.

Questo non significa che ogni chiamata fili liscia. Il cofondatore e amministratore delegato di Tin Can, Chet Kittleson, racconta che suo figlio di sei anni aveva parlato con un amico della possibilità di vedersi per giocare, ma aveva riagganciato prima di stabilire quando. Anche capire quali informazioni servono per prendere un accordo è qualcosa che si può imparare provando.

Choi suggerisce ai genitori di aiutare i figli a pensare a qualche argomento prima di chiamare, lasciando poi che siano loro a condurre il dialogo. Anche le pause, o i momenti in cui non sanno cosa dire, possono diventare un’occasione per trovare da soli il modo di andare avanti.

Un telefono per bambini, ma con regole decise dagli adulti

Il desiderio di indipendenza convive con alcuni limiti. Nel caso di Tin Can, i genitori usano un’app per approvare i contatti e stabilire gli orari in cui si può chiamare. L’apparecchio costa 100 dollari; le chiamate verso altri Tin Can e al numero di emergenza statunitense 911 sono incluse, mentre per chiamare numeri ordinari serve un piano da 9,99 dollari al mese.

L’utilità del telefono cresce se lo usano anche gli amici. Una bambina di sette anni citata da Yahoo ha ricevuto un Tin Can e, nel suo gruppo, circa 15 coetanei ne hanno uno: così possono chiamarsi direttamente. Ci sono poi le conversazioni in famiglia. Erin e Ben Napier, noti per il programma televisivo Home Town, raccontano che le loro figlie chiamano amici e parenti dal telefono di casa. La maggiore, Helen, che ha otto anni, parla ogni giorno soprattutto con cugini e nonni. La più piccola, Mae, di cinque anni, sta ancora prendendo confidenza con le chiamate.

La domanda non riguarda soltanto un prodotto. Esistono altri telefoni domestici per bambini che funzionano tramite Wi-Fi, tra cui Ooma MyPhone e Pinwheel Home. Tin Can, dal canto suo, riferisce di aver venduto centinaia di migliaia di apparecchi negli Stati Uniti e in Canada dal lancio nell’aprile 2025. Sono dati comunicati dall’azienda, che non ha fornito una cifra sulla percentuale di famiglie che continua a usare il telefono nel tempo.

Resta quindi difficile sapere se questi apparecchi diventeranno una presenza stabile nelle case. Choi invita alla cautela sulla durata della loro popolarità, ma ritiene probabile che continui l’interesse delle famiglie per un equilibrio tra relazioni sociali dei figli e limiti all’uso del digitale. Per ora, almeno per alcuni bambini, l’indipendenza comincia con una domanda rivolta direttamente a un amico: «Quando ci vediamo?»