Raddrizzare i denti senza portare un apparecchio metallico visibile è una delle ragioni per cui si prende in considerazione l’ortodonzia trasparente. Il trattamento utilizza una serie di mascherine rimovibili, progettate per accompagnare gradualmente i denti verso una nuova posizione. L’aspetto discreto, però, è solo una parte della scelta: prima di iniziare bisogna capire quale problema si vuole correggere e quale percorso prevede il dentista.
Che cos’è l’apparecchio trasparente
L’apparecchio trasparente è un trattamento ortodontico basato su allineatori realizzati per la dentatura della persona. Le mascherine vengono sostituite progressivamente: nella procedura descritta, il cambio avviene ogni due settimane. Ogni allineatore contribuisce allo spostamento dei denti secondo una sequenza definita in anticipo.
Il percorso comincia con una visita dentistica. Si realizza poi un modello computerizzato delle arcate, utilizzato per progettare gli allineatori. Una simulazione tridimensionale permette di visualizzare le fasi previste e l’aspetto atteso dei denti alla fine del trattamento. Si tratta di una pianificazione: per conoscere tempi e possibilità di correzione nel proprio caso resta necessaria la valutazione del professionista.
Quali problemi può trattare
Le mascherine trasparenti possono essere impiegate per diverse alterazioni della posizione dei denti. Una è l’affollamento dentale, che si presenta quando lo spazio nell’arcata non è sufficiente. Oltre a incidere sull’allineamento, questa condizione può accompagnarsi a problemi gengivali e funzionali.
All’opposto c’è il diastema, cioè uno spazio eccessivo tra i denti. La fonte indica fra le possibili cause fattori genetici, caratteristiche delle ossa mascellari, dimensioni ridotte o assenza di alcuni denti.
Gli allineatori vengono inoltre proposti per alcuni problemi del morso. Nel morso incrociato le due arcate non si incontrano in modo corretto; nel morso profondo i denti superiori si sovrappongono eccessivamente a quelli inferiori. Un’altra condizione citata è la protrusione dell’arcata inferiore, in cui i denti inferiori avanzano rispetto ai superiori. A seconda della situazione, queste alterazioni possono associarsi a disturbi gengivali, usura dei denti o fastidi alla mandibola.
Discrezione e praticità nella vita quotidiana
Il vantaggio più evidente degli allineatori è la scarsa visibilità. Non essendoci i fili metallici dei tradizionali apparecchi fissi, il trattamento risulta meno evidente quando si parla o si sorride. Le mascherine sono inoltre rimovibili, caratteristica che rende più semplici i momenti dedicati ai pasti e alla pulizia dei denti.
La possibilità di toglierle non rende meno importante l’igiene orale. Lavare i denti e usare il filo interdentale restano attenzioni da mantenere durante il percorso. La sostituzione periodica delle mascherine consente intanto di procedere per passaggi successivi, seguendo il piano definito all’inizio.
Quanto dura il trattamento
Il tempo indicato nella fonte per un trattamento con allineatori trasparenti va da 9 a 24 mesi. È un intervallo ampio, non una promessa di risultato entro una data precisa. Sono previste anche visite di controllo ogni due-quattro settimane, così da seguire l’andamento della correzione. All’inizio o dopo una seduta possono comparire piccoli fastidi legati all’azione degli allineatori.
Per chi desidera denti più allineati senza l’impatto estetico di un apparecchio metallico, le mascherine trasparenti rappresentano dunque una possibilità da discutere con il dentista. La scelta dipende dal problema da trattare, dalla pianificazione delle diverse fasi e dai controlli necessari lungo il percorso.
